Madonna nera di Oropa

#girovagoblog ha visto la Madonna ad Oropa…e’ Nera.

No nel senso che sia inca**ata, è proprio nera.

Lei replica: <<nigra sum sed formosa (sono nera ma bella)>>

Madonna Nera

Tanto curiose quanto misteriose le differenti storie che avvolgono la statua lignea della Vergine Bruna e l’origine del suo colore: nero, appunto. Secondo alcuni studi il colore è dovuto al fumo delle candele che per anni hanno tenuto compagnia la Vergine, secondo altri il nero è il colore della sofferenza, quindi del martirio della madre di Cristo oppure (ed è questa la teoria che più preferisco alle altre) è possibile che la Vergine Maria sia stata effettivamente bruna, abbronzata…baciata dalla luce del Sole simbolo della luce divina.

Quello che è certo è che il culto della Madonna bruna è sempre stato diffusissimo nel mondo, tanto che si contano centinaia di luoghi in cui l’immagine devozionale è proprio di tale effigie. Oltre alla Madonna nera del Santuario di Oropa, la Virgen de Candelaria di Tenerife, nelle isole Canarie, la  Vergine di Czestochowa, in Polonia, e la Madonna di Loreto, nelle Marche.

Altri luoghi in cui si trova questo importante simbolo: Trinidad e Tobago, le Filippine, il Messico, gli Stati Uniti, la Turchia, il Brasile, la Russia e la Francia, oltre naturalmente all’Italia, con esemplari in Piemonte, Trentino Alto Adige e Sicilia. Insomma un culto cosmopolita, quello della Vergine bruna, capace di muovere migliaia di pellegrini ogni anno.

Se l’effigie della Vergine Bruna è diventata così popolare anche in occidente, molto lo si deve ai cavalieri templari. San Bernardo di Chiaravalle, uno dei padri spirituali dell’ordine, aggiunse una nota al Cantico dei Cantici, opera facente parte della Bibbia in cui la figura femminile non era altro che la Madonna sotto altre spoglie, e qui definita donna scura come le tende dei beduini, arsa dal sole, nigra e formosa

Volutamente non ho inserito nella premessa quale sia il mio orientamento religioso (non ne ho) nè tantomeno mi sono cimentato in riflessioni e considerazioni (non ne saremmo usciti più) proprio per lasciar spazio al lettore ad una libera interpretazione esente da possibili influenze del mio ateismo e lontana dall’eco che le mie parole avrebbero potuto provocare.

Mi sono semplicemente fatto portavoce, tramite questo post e in maniera del tutto obbiettiva, di una iconografia che vuoi per il suo colore vuoi per il misticismo che l’avvolge era del tutto nuovo ai miei occhi.

Un motivo in più per andare oltre ed assaporare la conoscenza.

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