I giorni di carta

Chi di noi, nell’utilizzare un quaderno od un block notes nuovo di cartoleria, non ha mai cominciato a scrivere dalla prima pagina con un certo ordine ed un senso di maniacale attenzione nel tracciare segni e parole? Quando ti dedichi alle prime pagine, le tue mani sembrano quasi tremare per la paura di una sbavatura di inchiostro o di una parola scritta male. Quasi pare che hai perso la fluidita’ nello scrivere. Quella fluidita’ che acquisisci solo pagina dopo pagina con una crescente padronanza delle parole. Pagina dopo pagina svanisce la paura di sbagliare nonostante tu sia consapevole che prima o poi commetterai degli errori. Nulla di cui preoccuparsi. Fa parte del gioco. Ma quando cominci a scrivere un nuovo capitolo è sempre come se fosse la prima volta. Hai tutte quelle buone intenzioni per essere ordinato, preciso e attento. Cominciare a scrivere su un quaderno od un block notes nuovo di cartoleria è un po’ come approcciarsi all’inizio di un progetto, all’inizio di una relazione, all’inizio di un viaggio o di una qualsiasi storia che pagina dopo pagina diventerà la tua esperienza di vita. Iniziare con una certa formalita’ senza perdere di spontaneita’, avere quel leggero timore nello sbagliare o nell’ usare il termine poco adatto. Ecco!!! I nostri giorni sono come i fogli di carta di un quaderno. Su ogni pagina, su ogni singolo foglio scrivi un pezzo della tua storia e, quegli stessi fogli, raccontano la tua esperienza.

I nostri giorni sono come dei fogli di carta sui quali scrivere, disegnare, annotare, colorare, scarabocchiare, sottolineare, cancellare. Eh si! Commettere errori e poi cancellare. Non è sbagliato commettere errori. Solo chi non fa non sbaglia mai. Starai pensando: << Eh si, però sui fogli posso cancellare una parola, una frase od un intero periodo>>. Certo! Ma più grosso è il periodo da cancellare tanto più grande sarà il segno che lascia la cancellatura. Non solo. Potrebbero anche essere poche parole ma scritte con una tale intensità da impregnare il foglio di inchiostro. (Ehi, non fare il furbo…vale anche se scrivi con una matita🙂 ) Il foglio di carta non nasconde nulla. Dalla parola all’intera pagina da cancellare, il segno rimane. Ecco! Quei segni sono lì a ricordarci gli errori commessi. Nelle pagine della nostra storia ce ne sono in grande quantità. Quei segni sono quelli che si mostrano sotto forma di cicatrici o di brutti ricordi che, in qualche modo, cerchi di nascondere. Ma non puoi. Allora mi dirai:<<Certo, ma sui fogli di carta posso coprirli con un bianchetto, una scolorina o un tipp-ex per poi ri-scriverci sopra>>. D’accordo, ma quella parte di foglio rimarrà comunque intrisa di inchiostro. Quello stesso inchiostro con cui hai commesso l’errore.

Ci sono quei fogli ingialliti dal tempo, con parole sbiadite e qualche piccolo strappo che cerchi di mettere a posto per non perdere quelle scritte. Quei fogli raccontano il tuo passato, raccontano le storie della tua infanzia, della tua giovinezza, di persone che ormai non ci sono più. Quelle pagine mostrano nostalgici ricordi sotto forma di fotografie attaccate con lo scotch (anche quello ingiallito dal tempo). Istantanee Polaroid con data e dedica.

Ci sono quei fogli così pieni di frasi, parole e scritte. Pieni di post-it, immagini e sottolineature. Quei fogli raccontano le esperienze di vita trascorse col tuo partner, con i tuoi amici, le vacanze trascorse con loro, di cene con pizza sui tetti di una Twingo, la tua famiglia, grigliate in terrazza. Sono densi di inchiostro. Scritte che escono fuori dalle righe della pagina piena di smiles, scarabocchi e punti esclamativi. Sembrano prendere vita.

Ci sono quei fogli strappati, quelli che nei momenti di rabbia hai sdradicato via per allontanarti dalle storie che raccontavano. Storie che, stesso tu, hai scritto. Ci sono brandelli di carta sparsi nei quaderni della nostra vita a ricordarci che un tempo quei fogli esistevano. Ma nonostante quei fogli non ci siano più, le loro storie restano come solchi indelebili sulle pagine a seguire. Quegli stessi solchi che, di tanto in tanto, ti fanno sviare con la punta della penna mentre stai scrivendo sul foglio immediatamente successivo. A volte quei solchi sono così profondi da delinearsi anche su più pagine.

Ci sono quei fogli lasciati in bianco o con periodi non conclusi. Quei fogli raccontano esperienze della nostra vita in cui alcune persone sono andate via prima ancora di averle conosciute, prima ancora di averle vissute abbastanza o perchè sei stato così stupido e testardo da lasciarle andare via. Vorresti riprenderli per poter continuare a scrivere la tua storia, ma forse sei stanco o poco fiducioso nel farlo. O forse quelle persone non ci sono più. E pensi che forse non ne vale più la pena o semplicemente ti maledici perchè non hai fatto ciò che pensavi.

Infine, ci sono poi quei fogli che verranno. Sono lì che attendono vestiti di bianco. Portano con sè segni di pagine e pagine scritte in precedenza. E’ su quei fogli che continuerai a scrivere le tue storie come hai sempre voluto, a sbagliare come hai sempre fatto. Storie ed errori, ogni volta sempre diversi ma con l’esperienza che, pagina dopo pagina, ti contraddistingue. E poi ti accorgi che almeno una volta, nella vita, ti è capitato di dire <<metto un punto e vado accapo>>, <<si apre un nuovo capitolo>>, <<ho deciso, volto pagina>>, <<mettere i puntini sulle i>>, <<mettere nero su bianco>> a dimostrare che i nostri giorni sono giorni di carta…di carta pregiata. Un solo imperativo per approcciarsi alle nuove pagine: vivi come pensi se no rischierai di pensare come hai vissuto…

2 Responses to I giorni di carta

  1. desire says:

    Scrivere…ovunque su ogni diario o quaderno, sui fogli volanti… la necessità spasmodica di riportare ogni istante della vita su carta mi ha accompagnato sin da bambina…come se temessi di dimenticare anche uno di quei momenti, era un modo per renderli miei per sempre. Così mi ritrovo tutti i pensieri, le sensazioni,le paure, le gioie materializzati su un foglio di carta, trascritte con una tale forza, con quell’impugnatura che sembrava bucare le pagine, così che quando le sfogli riesci a sentire il peso di quelle parole….poi ho smesso di scrivere…forse i momenti bui della vita fanno perdere quella voglia di ricordare cosa ci accade, a volte vuoi dimenticare e allontanare più possibile da te quei giorni…ma leggendoti ho pensato che effettivamente la vita vada ricordata in tutte le sue parti, anche quelli che credi terribili…perchè forse ricordandoli riesci a capire che cosa sei diventato e perchè…. Vivere come pensi a volte è complicato…ma potrei sforzarmi di vivere con l’ottimismo che ha riempito quelle pagine che pensavo valesse la pena ricordare🙂 Ciao!

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