Qual è la tua rotta stavolta?

Dove te ne vai di bello, qual è la tua meta? Per rispondere ci si potrebbe affidare a quella foto-cartolina sul tabellone pubblicitario che ammicca alla stazione della metro o alla foto-selfie più figa affacciata sulla propria bacheca. Ci si potrebbe ispirare alle news dei posti più in sulla rivista di turno dove si surfa su onde di alcol a bordo di tavoli oppure a quel gran pezzo di…natura dove si nasconde la prossima avventura.

Non ho una risposta secca per questo tipo di domanda. O meglio: non mi piace spendere un’affermazione concisa ogni qualvolta mi ritrovo faccia a faccia con questa questione. Forse è proprio la parola meta che mi fa storcere il naso. Una meta è, per definizione, una destinazione, un punto di arrivo. Quindi: NO! Ricominciamo!

E’ più sensato (o quantomeno più vicino alla mia filosofia di “vita di viaggio”) porre la domanda in altri termini: qual è la tua rotta stavolta? Quali strade percorrerai? Allora, come per magia, quella parola meta sovverte un po’ le regole logico-grammaticali prendendo le sembianze di un nuovo punto di inizio, uno dei tanti ingredienti che concorrerà insieme a tutti gli altri a scrivere una gustosissima ricetta di un altro “viaggio di vita“. Ipnotico e, al tempo stesso, spaventosamente eccitante il modo con cui questi due termini si accostano l’uno all’altro e si scambiano di ruolo: da un lato la vita nelle vesti della più bella e complessa strada di un viaggio dall’altro il viaggio nei panni di un titano che ti sfida al gioco della vita.

Viaggio e Vita: le due molecole speculari non sovrapponibili su cui fondano la nostra personalità, il nostro carattere e il nostro atteggiamento.  In chimica (così come in matematica) si definisce chirale (dal greco χειρ “mano”) una molecola o un oggetto geometrico non sovrapponibile alla propria immagine speculare. Per intenderci, basti pensare alla mano destra e alla mano sinistra. Ecco! Non sono sovrapponibili (a meno di una rotazione) eppure si compensano a vicenda, si completano e sperimentano diverse interazioni col mondo esterno per farne poi un’unica esperienza.

Senza scomodare la chimica o la matematica, potrei pensare al significato del binomio viaggio-vita (o vita-viaggio) semplicemente mettendo in ordine camera nel mentre preparo il mio zaino prima di partire per un altro viaggio.

vita e viaggio

vita,viaggio

Ebbene sì! Cosa c’entra? Pensiamo alla prima immagine, dove sembrano regnare sovrani caos e disordine. Oltretutto questo è il tipico scenario che si presenta davanti ai nostri occhi ogni qualvolta si sta per partire per un viaggio. Una buona occasione per mettere in ordine armadi, cassetti e pensieri. Son tutti lì, tutti gli ingredienti che hanno sempre fatto parte del nostro essere e della nostra vita. Elementi che ille tempore hanno meritato o colpito il nostro interesse e la nostra attenzione. Di tanto in tanto apriamo quell’armadio o quel cassetto e tiriamo fuori la nostra t-shirt, il nostro paio di jeans o la nostra camicia. Li definiamo, per affetto o per gusto, i nostri capi preferiti. Quelli che ci sembra di aver sempre indosso. (Nel mio caso maglia bianca e jeans forever🙂 ) Eppure i nostri armadi e i nostri cassetti sembrano implorare pietà per quanto siano strapieni e colmi di “roba”. Ma noi puntualmente prendiamo sempre e solo quelli. Nulla di cui di preoccuparsi. Sono quelli che nella sfera della Vita costituiscono le nostre passioni, i nostri hobbies e il nostro modo di essere. Quelli che, nelle fasi di preparazione bagagli, costituiscono la prima fila di capi ordinati sul letto pronti a saltare dentro zaini e borsoni.

Poi si va oltre. Scavando e solcando mucchi di lana, seta e cotone come minatori del Kentucky ci ritroviamo tra le mani capi e vesti che manco ricordavamo più di avere. Indumenti che per qualche motivo abbiamo messo da parte, quasi a volerli nascondere. Quelli sono alcuni dei nostri ricordi. Quelli che, da un lato, la nostalgia ci invita a non buttare via e, dall’altro, la malinconia ci spinge ad interrare negli angoli più nascosti di cassetti e cassettoni.

Ci sono momenti in cui, invece, apri gli occhi e trovi il coraggio di fare quello che non hai fatto al viaggio precedente. Audace e sfacciato trovi il modo di buttarli via con un senso di liberazione. Capi che ormai sembrano non appartenerti più, che avevi comprato solo perchè andava di moda quella griffe, quella firma o perchè ci si sentiva accettati. No problems. Ci stiamo solo spogliando (nel vero senso della parola) dei pregiudizi e degli schemi che qualcuno ha tracciato al posto nostro.

Allora ecco che il prepararsi ad un nuovo Viaggio, mettendo mano tra le nostre cose ed i nostri affetti, altro non è che guardare in faccia alla nostra Vita, a quello che ci piace, a quello di cui non possiamo fare a meno. Armadi, cassetti e cassettoni che come un’immagine speculare non sovrapponibile della nostra Vita si aprono e ci lasciano spazio per decidere cosa portare, cosa buttare e cosa preferire. Abbandonare i pregiudizi, sentirsi padrone delle proprie scelte e portarsi dietro solo ciò di cui si ha bisogno.

Ci si prepara ad un altro Viaggio, si guarda negli occhi la Vita  e ci si fa forti delle proprie decisioni. Quindi ti chiedo: qual è la tua rotta stavolta? Quali strade percorrerai?

Non dovrai sbarcare in posti esotici lontani giorni di viaggio da casa tua ma semplicemente cominciare a percorrere sulle tue gambe, con indosso i tuoi abiti preferiti, quella fantastica strada chiamata Vita in cui ogni svincolo ed ogni uscita costituiscono un’opportunità. La tua.😉

Enjoy it.

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